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SOCIOLOGIA L'etica protestante e lo spirito del capitalismo (Weber)

L'etica protestante e lo spirito del capitalismo

  • la religione luterana aveva dichiarato l'inefficacia delle buone opere per essere salvati. 
  • La dottrina della giustificazione per fede era espressione della onnipotenza divina che, a suo insindacabile giudizio, "giustificava" il peccatore, ovvero rendeva giusto (iustum facere) chi per sua natura era ingiusto a causa del peccato originale a condizione che avesse fede.
  •  Si stabiliva così un rapporto diretto fra Dio e gli uomini venendo a mancare la funzione di mediazione del sacerdos (colui che dà il sacro), dispensatore della grazia divina che assicura al fedele che compie opere buone il perdono divino.
  • La mediazione della Chiesa tra il fedele e Dio, presente nel cattolicesimo, nel luteranesimo era cancellata. 
  • Ogni credente diveniva sacerdote di sé stesso. Nessun uomo, sosteneva Lutero, con le sue corte braccia può pensare di arrivare fino a Dio. 
  • Questa condizione tuttavia era potenzialmente disperante. Quanto più il fedele viveva approfonditamente la sua fede, infatti, tanto più si insinuava in lui il dubbio sulla sua sorte nell'aldilà. 
  • Di conseguenza il povero è colui che per i peccati commessi è escluso dalla grazia di Dio. La figura del povero, che nel Medioevo cristiano e cattolico rappresentava la presenza di Cristo, lo strumento per acquisire meriti per il Paradiso, ora è invece il segno della disgrazia divina. 
  • Le torme di mendicanti, cenciosi e ladri,[3] che nel Cinquecento assediano le strade della città, impauriscono i buoni borghesi. A ogni aumento del prezzo dei beni alimentari può scatenarsi una sommossa. Essi quindi verranno relegati dalle autorità cittadine, spesso con la forza, negli ospedali, che divengono i luoghi di raccolta di ammalati, vagabondi e poveri.

VISIONE WEBERIANA

1.Questa concezione calvinista del valore del lavoro per il lavoro stesso trova riscontro per Max Weber in alcune caratteristiche che differenziano le due confessioni religiose. Mentre il cattolico celebra la messao prega per ottenere qualcosa, il protestante ringrazia Dio per quello che ha già ottenuto: la sua preghiera onora Dio, ha un valore in sé stessa, non serve per ottenere qualcosa. Mentre le chiese cattoliche manifestano la gloria di Dio nell'oro e nella ricchezza dei loro edifici e delle cerimonie, al contrario quelle calviniste hanno il senso di sé in se stesse: sono severi luoghi di culto costruiti soltanto per pregare.
2.Infine, come la fede nel protestantesimo vale per se stessa ed è del tutto separata dalle opere, così nello spirito capitalistico il lavoro e la produzione sono valori morali in sé, separati da ogni risultato esterno: il profitto va reinvestito perché il Beruf (lavoro) ha un valore in se stesso, non per i piaceri che possa procurare. Il calvinista, nonostante la ricchezza di cui dispone, mostra un aspetto emaciato e dimesso, praticando per il giudizio pubblico una sorta di ascesi intramondana («innerweltliche Askese») ma godendo nel privato soddisfazioni terrene. [4]

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