Passa ai contenuti principali

ANTROPOLOGIA secondo Ruth Benedict

RUTH BENEDICT E LA SUA IDEA DELL' ANTROPOLOGIA
  • Studiò presso il Vassar College. Nel 1914 sposò Stanley Benedict che morì nel 1936. Nel 1921 venne ammessa alla Columbia University dove studiò antropologia con Franz Boas e dove si laureò nel 1923 ottenendo in seguito una cattedra.
  • Per lungo tempo fu sua assistente Margaret Mead con la quale fece diversi viaggi di studi e sviluppò un legame accademico e di amicizia molto stretto. 
  • Nei movimenti studenteschi degli anni sessanta i risultati degli studi effettuati dalla Benedict e dalla Mead furono utilizzati - e a volte interpretati secondo tendenza - per mettere in discussione le strutture e tradizioni patriarcali.
  • Ruth Benedict fu una delle prime donne a occuparsi di antropologia ed ebbe difficoltà a farsi accettare dall'establishment accademico, tanto che diversi suoi scritti non furono mai pubblicati.
LIBRI E TESTI sull'ANTROPOLOGIA
  • Scrisse e pubblicò anche poesie usando lo pseudonimo di Anne Singleton
  • Sono celebri i suoi studi sulle popolazioni native del Nord-America, gli Zuñi, i Serrano, i Cochiti, i Pima e gli Hopi nell'area sudoccidentale degli USA.
  • Nella sua opera più celebre, Modelli di cultura (1934), la Benedict ha messo a confronto tre civiltà primitive: i Pueblos del Nuovo Messico, i Dobu della Nuova Guinea e gli Indiani della costa nord-occidentale d'America (principalmente i Kwakiutl). 
  • Influenzata forse dalla sua formazione letteraria, secondo cui le culture – come le poesie – vanno viste nella loro interezza, comprendendone le “forze dominanti”, la Benedict ha rintracciato in ognuna di queste culture una categoria derivata dalla psicopatologia (paranoici, megalomani, introversi) applicandovi inoltre la distinzione di Nietzsche tra cultura apollinea e dionisiaca. 
  • La cultura in questo senso sarebbe quindi una sorta di personalità su vasta scala comune a tutti gli individui facenti parte di un determinato gruppo sociale. Il concetto di “modello di cultura” sta dunque a indicare l'insieme dei tratti e delle peculiarità che caratterizzano una determinata cultura, sancendone l'individualità rispetto a ogni altra. 
  • I tratti di per sé possono far parte di più culture, ma è la particolare configurazione di questi tratti a rendere unica ogni cultura. Le culture sarebbero come dei "complessi integrati", cioè insiemi coerenti di pensieri e di azioni caratterizzati da certi scopi caratteristici che sono propri e non condivisi da nessun altro tipo di società.
  • Nel 1944 la Benedict utilizzò questo approccio nel suo studio sugli immigrati giapponesi che vivevano negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale, commissionato dal Servizio Informazioni Militari interessato a saperne di più sulla mentalità del nemico che stavano combattendo. 

  • L'alterità estrema che il Giappone ha sempre costituito agli occhi dell'Occidente fu in parte attenuata dalle ricerche della Benedict, che studiò appunto i modelli culturali che regolano l'esistenza dei giapponesi. Risultato di questo lavoro fu la sua celebre opera, Il crisantemo e la spada (1946), nella quale utilizzò per prima la categoria sociologica di "cultura della vergogna" (shame culture), contrapposta a cultura della colpa (guilt culture).

Commenti

Post popolari in questo blog

SVILUPPO E PSICOANALISI: LA VISIONE ANTROPOLOGICA DI FREUD

Psicoanalisi e società (Psicologia) Nel corso del Novecento la teoria psicoanalitica di Sigmund Freud (1856-1939) è stata messa in discussione da più parti. Anche se oggi la psicoanalisi non occupa più il posto di rilievo che l'ha vista protagonista per molti decenni nel secolo scorso, dobbiamo riconoscerle il merito di avere modificato, in maniera permanente, il modo in cui gli uomini e le donne comuni interpretano se stessi e gli altri. La psicoanalisi rappresenta infatti la prima grande teoria e pratica della "vita personale".   Dall'identità familiare all'inconscio individuale I cambiamenti dovuti ai processi di industrializzazione e urbanizzazione hanno modificato il senso di identità dell'individuo, che fino ad allora verteva principalmente sul ruolo che occupava all'interno della famiglia, luogo primario della produzione e della riproduzione, prima dell'industrializzazione. Lo sviluppo del capitalismo industria...

SOCIOLOGIA Weber. Capitalismo e teoria dell'agire sociale

Weber. Capitalismo e teoria dell'agire sociale Weber propone degli spunti specifici interessanti: nella sua opera Etica protestante e lo spirito capitalistico, sostiene che il capitalismo si è sviluppato grazie al calvinismo. La mentalità calvinista aveva creato ricchezza perché metteva l’accento sulla predestinazione per togliere potere alla Chiesa cattolica. Il calvinismo allora portava ad un’interpretazione particolare riguardo alla ricchezza: colui che era benestante e uomo di successo aveva i caratteri della felicità e dunque certamente un predestinato da Dio che certamente non avrebbe mai fatto soffrire colui che aveva prescelto. Questo portava chiaramente ad una produzione di ricchezza che era strettamente legata a motivazioni escatologiche. Il capitalismo moderno è allora figlio di questo progressivo accumulo di ricchezze.  Weber parla spesso di mondo disincantato ossia che non possiede valori oggettivi eterni: c’è un’assoluta possibilità di autodeterminarsi e quindi un...